La gonadotropina corionica umana, conosciuta con la sigla hCG, è un ormone fondamentale nelle prime fasi della gravidanza. La stessa sostanza può essere utilizzata anche come farmaco nei trattamenti per la fertilità, in particolare nella fase conclusiva della stimolazione ovarica.
Nei percorsi di procreazione medicalmente assistita, l’hCG viene impiegata per favorire la maturazione finale degli ovociti e per programmare con precisione l’ovulazione o il prelievo ovocitario
Cos’è la gonadotropina corionica?
La gonadotropina corionica umana è un ormone glicoproteico formato da due componenti, chiamate subunità alfa e beta.
All’inizio della gravidanza viene prodotta principalmente dal sinciziotrofoblasto, il tessuto embrionale coinvolto nella formazione della placenta. La sua produzione comincia nelle prime fasi dell’impianto e aumenta rapidamente durante il primo trimestre.
L’hCG appartiene alla stessa famiglia dell’FSH e dell’LH, ormoni coinvolti nella regolazione della funzione riproduttiva. Presenta caratteristiche strutturali simili a quelle dell’ormone luteinizzante, o LH, e agisce sullo stesso recettore, coinvolto nella maturazione finale dell’ovocita, nella luteinizzazione del follicolo e nell’ovulazione.
Qual è la funzione dell’hCG in gravidanza?
Dopo l’ovulazione, il follicolo che ha rilasciato l’ovocita si trasforma nel corpo luteo, una struttura temporanea che produce progesterone.
Dopo la fecondazione, quando l’embrione si impianta nell’endometrio, l’hCG prodotta dal sinciziotrofoblasto mantiene attivo il corpo luteo e sostiene la produzione di progesterone.
Il progesterone contribuisce a mantenere l’endometrio nelle condizioni necessarie alla prosecuzione della gravidanza durante le prime settimane. Successivamente, la placenta acquisisce progressivamente la capacità di produrre gli ormoni necessari al mantenimento della gestazione.
La presenza dell’hCG nel sangue e nelle urine è anche alla base dei test di gravidanza.
Qual è la differenza tra hCG e beta hCG?
I termini hCG e beta hCG vengono spesso utilizzati come sinonimi, ma non indicano esattamente la stessa cosa.
L’hCG è l’ormone completo ed è costituito da una subunità alfa e da una subunità beta. La componente beta presenta caratteristiche specifiche che permettono di distinguere l’hCG dagli altri ormoni della stessa famiglia.
Nel linguaggio comune, l’espressione beta hCG viene utilizzata soprattutto per indicare l’esame del sangue che permette di confermare l’inizio di una gravidanza e, quando necessario, di valutarne l’andamento iniziale.
Come viene utilizzata l’hCG nei trattamenti per la fertilità?
Nei trattamenti di procreazione medicalmente assistita, l’hCG viene utilizzata soprattutto nella fase finale della stimolazione ovarica.
Durante il trattamento, la crescita dei follicoli viene seguita attraverso il monitoraggio ecografico e, quando indicato, mediante esami ormonali. Quando i follicoli raggiungono uno sviluppo adeguato, il medico può programmare la somministrazione dell’hCG.
Grazie alla sua azione sul recettore dell’LH (LHCGR), l’hCG induce i processi che normalmente vengono attivati dal picco fisiologico dell’LH, portando alla maturazione finale degli ovociti
Questa somministrazione viene spesso definita trigger.
Il trigger consente di coordinare con precisione le fasi successive del trattamento, come:
- l’ovulazione programmata;
- l’inseminazione intrauterina;
- il prelievo ovocitario nei cicli di fecondazione in vitro.
L’orario della somministrazione è importante perché il prelievo ovocitario o l’inseminazione vengono programmati in relazione al momento in cui il farmaco viene somministrato.
Nei cicli di fecondazione in vitro, il prelievo ovocitario viene generalmente programmato prima che avvenga la rottura dei follicoli. L’ovulazione è attesa indicativamente nell’arco di 36-48 ore dal trigger, mentre il pick-up viene eseguito secondo la tempistica definita dal centro.
L’hCG viene utilizzata in tutti i percorsi di PMA?
Non necessariamente.
La scelta del farmaco utilizzato per la maturazione finale degli ovociti dipende dal tipo di protocollo, dalla risposta ovarica e dal rischio di sindrome da iperstimolazione ovarica.
In alcuni cicli con antagonista del GnRH, soprattutto quando esiste un rischio elevato di iperstimolazione, lo specialista può utilizzare un agonista del GnRH al posto dell’hCG.
La scelta viene effettuata in base a diversi elementi, tra cui:
- numero e dimensioni dei follicoli;
- livelli ormonali;
- risposta alla stimolazione;
- rischio di iperstimolazione;
- tipo di trattamento programmato.
Nei centri Genera, il protocollo viene definito sulla base delle caratteristiche cliniche e della risposta individuale della paziente.
L’hCG può influenzare il test di gravidanza?
Sì. Dopo la somministrazione di un farmaco contenente hCG, l’ormone può rimanere rilevabile fino a circa 10-14 giorni, in funzione della dose somministrata e delle caratteristiche individuali.
Un test eseguito troppo presto potrebbe quindi rilevare l’hCG somministrata come farmaco, anziché quella eventualmente prodotta in seguito all’impianto, determinando un risultato falsamente positivo.
Per questo, dopo un trattamento di PMA, è importante rispettare la data indicata dal centro per effettuare il dosaggio delle beta hCG.
Domande frequenti sulla gonadotropina corionica
A cosa serve la gonadotropina corionica?
Durante la gravidanza, l’hCG mantiene attivo il corpo luteo e sostiene la produzione di progesterone nelle prime settimane. Nei trattamenti per la fertilità viene utilizzata per favorire la maturazione finale degli ovociti.
Che cos’è il trigger con hCG?
È la somministrazione dell’hCG al termine della stimolazione ovarica. Serve a indurre la maturazione finale degli ovociti e a programmare l’ovulazione o il prelievo ovocitario.
Dopo quanto tempo avviene l’ovulazione?
L’ovulazione è generalmente attesa nell’arco di circa 36-48 ore dalla somministrazione, anche se la tempistica può variare in base al protocollo e alla risposta individuale.
L’hCG è uguale alle beta hCG?
No. L’hCG è l’ormone completo, costituito da una subunità alfa e da una beta. Nel linguaggio comune, l’espressione beta hCG indica il dosaggio ematico utilizzato per confermare e monitorare le prime fasi della gravidanza.
La puntura di hCG può rendere positivo il test di gravidanza?
Sì. Se il test viene eseguito troppo presto, può rilevare l’hCG contenuta nel farmaco e produrre un risultato falsamente positivo.
Cosa fare se si sbaglia l’orario del trigger?
È necessario contattare tempestivamente il centro e comunicare l’orario effettivo della somministrazione. Non bisogna ripetere autonomamente la dose.
Dott.ssa Erika Pittana, Ginecologa, Responsabile del trattamento di PMA del centro Genera Roma