In che modo l’agopuntura può affiancare una paziente durante il percorso di PMA?
«L’agopuntura – spiega Mauro Devecchi, Responsabile Unità di Agopuntura dell’Unità Salute Riproduttiva dei centri Genera – può essere inserita nel percorso di PMA come supporto medico integrato e personalizzato. Non sostituisce i trattamenti previsti dal centro, ma può accompagnare la paziente nelle diverse fasi del percorso: durante la stimolazione ovarica e i monitoraggi, nella preparazione endometriale e nel giorno del transfer, quando può essere effettuato uno specifico protocollo con una seduta prima e una dopo la procedura.
Attraverso la stimolazione di specifiche vie nervose e neurovegetative, il trattamento può contribuire a favorire il rilassamento, modulare stress e ansia, ridurre tensione e fastidi e migliorare il benessere e la tollerabilità complessiva del percorso. Il razionale studiato comprende anche possibili effetti sulla regolazione del sistema nervoso autonomo, sulla perfusione uterina e sulla contrattilità, aspetti sui quali la ricerca continua a svilupparsi.
Le evidenze relative a un aumento delle probabilità di gravidanza e di nascita non sono ancora definitive. Per questo l’agopuntura non deve essere proposta come garanzia di successo, ma come un’opzione complementare, da valutare individualmente e da coordinare con l’équipe di medicina della riproduzione.
Il suo valore non risiede soltanto nella singola seduta, ma nella possibilità di offrire alla paziente un’assistenza più completa, continuativa e attenta anche alla qualità dell’esperienza vissuta durante la PMA.»