Il ruolo sempre più centrale dell’embriologia nel dialogo tra ricerca scientifica e pratica clinica, è stato il focus del XI Congresso Nazionale SIERR 2026. L’incontro, dal titolo “Embriologia in evoluzione – dalla ricerca di base alla pratica clinica”, si è tenuto a Roma dal 5 al 7 marzo 2026 e ha riunito esperti Nazionali e Internazionali per approfondire le più recenti conoscenze scientifiche e il loro impatto nei trattamenti di procreazione medicalmente assistita.
Anche i professionisti dei Centri Genera hanno partecipato attivamente ai lavori del congresso, contribuendo al confronto scientifico con interventi e sessioni di moderazione. La Prof.ssa Laura Rienzi, Direttore Scientifico del Gruppo Genera, ha moderato una sessione dedicata alle dinamiche molecolari della fecondazione, mentre la Dott.ssa Gemma Fabozzi, responsabile dell’area nutrizione e fertilità dei Centri Genera, ha presentato una relazione sulle nuove linee guida relative alla figura dell’embriologo clinico.
Nel corso del congresso il Prof. Danilo Cimadomo, Coordinatore Scientifico di IVIRMA Italia (IVI, Genera, Demetra), ha illustrato le più recenti evidenze sull’utilizzo clinico degli ovociti immaturi (rescue IVM), una strategia che può offrire nuove opportunità in specifiche situazioni cliniche, invece la Dott.ssa Federica Innocenti, Referente scientifico di IVIRMA Italia (IVI, Genera, Demetra), ha parlato della cost-effectiveness dell’utilizzo clinico di embrioni in giorno 7. Il Dott. Alberto Vaiarelli, Vice Direttore e Coordinatore Medico Scientifico del Centro Genera di Roma, ha inoltre moderato una sessione dedicata al dialogo tra embriologia clinica e ginecologia, fondamentale per migliorare la cura delle pazienti infertili. Infine, il Dott. Stefano Canosa, Referente per la ricerca del centro Genera Livet Torino ha tenuto una relazione dal titolo “Interferenti endocrini e sviluppo embrio-fetale: cosa sappiamo?”, mentre la Dott.ssa Erminia Alviggi, Direttore del Laboratorio PMA del Centro Genera di Napoli, ha moderato una sessione dedicata al rilevamento delle anomalie della ploidia negli embrioni umani ottenuti da fecondazione normale e atipica e il ruolo dei secondi nell’incrementare le chances di gravidanza in PMA.
Il congresso è stato un’importante occasione di confronto tra biologia dello sviluppo, medicina della riproduzione e innovazione tecnologica, con l’obiettivo di migliorare sempre di più la qualità delle cure e i risultati per le coppie che affrontano un percorso di fertilità.
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