Il “33rd World Congress on Controversies in Obstetrics, Gynecology & Infertility (COGI)”, che si è tenuto a Roma dal 27 al 29 Novembre 2025, ha mostrato come la Procreazione Medicalmente Assistita stia cambiando rapidamente, grazie soprattutto a tre fattori: intelligenza artificiale, automazione e cure sempre più personalizzate.
Parlando di nuove tecnologie, il Prof. Danilo Cimadomo, Coordinatore Scientifico del gruppo Genera, ha spiegato che l’intelligenza artificiale è già utilizzata in alcuni ambiti della pratica clinica, soprattutto per analizzare grandi quantità di dati nei trattamenti di PMA. L’AI non sostituisce il medico, ma lo aiuta a individuare informazioni utili, a rendere le valutazioni più uniformi e a supportare le decisioni, che restano comunque nelle mani dello specialista.
Un tema collegato è stato affrontato dalla Prof.ssa Laura Rienzi, Direttore Scientifico del gruppo Genera, che ha parlato dell’uso dell’intelligenza artificiale nella scelta degli embrioni e delle nuove tecnologie nei laboratori di fecondazione assistita. Oggi i sistemi informatici possono analizzare le immagini degli embrioni e aiutare a individuare quelli con maggiori probabilità di sviluppo. Tuttavia, la scelta finale non dipende solo dall’embrione, ma anche dalle caratteristiche cliniche della paziente. Allo stesso tempo, l’automazione dei laboratori può aumentare la sicurezza e la tracciabilità delle procedure, rendendo i processi più controllati, pur restando sempre sotto la supervisione degli embriologi.
Anche il Dott. Alberto Vaiarelli, Vice Direttore e Coordinatore Medico Scientifico del centro Genera Roma, ha sottolineato quanto sia importante personalizzare i trattamenti. Non esiste un unico protocollo di stimolazione ovarica valido per tutte: la scelta tra protocolli più lunghi o più brevi deve tenere conto dell’età, della risposta ovarica e della storia clinica della paziente. Lo stesso vale per la preparazione dell’endometrio nei cicli con embrioni congelati, dove approcci diversi possono funzionare bene se correttamente adattati alla singola donna.
Un altro messaggio importante ha riguardato il ruolo del partner maschile. La Dott.ssa Rossella Mazzilli Endocrinologa e Androloga Centro Genera Roma, ha spiegato che la qualità dello spermatozoo influisce non solo sulla fecondazione, ma anche sullo sviluppo dell’embrione e sulle possibilità di gravidanza. Anche con tecniche avanzate come l’ICSI, alcuni fattori legati allo spermatozoo restano fondamentali, per questo in caso di difficoltà riproduttive è importante valutare in modo approfondito anche l’uomo.
Infine, la Dott.ssa Gemma Fabozzi, Responsabile area nutrizione e fertilità dei Centri Genera, ha parlato del possibile ruolo del microbioma vaginale, cioè dell’insieme dei batteri “buoni” presenti nella vagina, come fattore che può influenzare la fertilità. Un buon equilibrio di questo ambiente potrebbe favorire l’impianto dell’embrione, anche se al momento non esistono ancora terapie standard basate su queste informazioni.
