TRASFERIMENTO EMBRIONALE (ET)

Nei nostri centri vengono adottate politiche di trasferimento di un singolo embrione, associato o meno a tecniche avanzate di selezione embrionale a seconda della tipologia di paziente trattata (Ubaldi et al., 2015).

Gli embrioni vitali ottenuti vengono trasferiti in cavità uterina per via vaginale tramite un sottile catetere. Il trasferimento embrionale viene effettuato in sala operatoria. Questa procedura risulta essere indolore e non richiede pertanto anestesia ne ricovero. Il sostegno della fase luteale viene garantito mediante somministrazione di Progesterone naturale per via vaginale. In deroga alle Legge 40/2004 sulla fecondazione assistita, il congelamento degli embrioni è ammesso in tutti i casi in cui non sia possibile trasferire gli embrioni per grave e documentato stato di salute della donna, non prevedibile al momento della fecondazione (Sentenza Corte Costituzionale n.151/2009). Qualsiasi embrione che non sia trasferito in utero viene, dunque, crioconservato, con onere a carico del centro, in attesa del futuro impianto.

Politiche di “freeze all” che prevedono la crioconservazione di tutto il materiale ottenuto (ovociti e/o embrioni) possono essere adottate nel caso in cui il medico non reputasse l’endometrio idoneo al transfer, in presenza di un rischio di insorgenza di OHSS o qualora la coppia desideri essere informata sullo stato di salute degli embrioni ottenuti. La strategia del “freeze all”, quando associata ad un efficiente programma di crioconservazione, ha dimostrato elevata efficacia in termini di risultati clinici cumulativi e comprovata sicurezza in termini di minimizzazione dei rischi correlati ad un trattamento di PMA, anche quando applicata a pazienti a più scarsa prognosi (Ubaldi et al., 2015).

FIVET/ICSI - FECONDAZIONE IN VITRO STEP:

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