Che cos’è la PCOS e perché influisce sulla fertilità
La Sindrome dell’Ovaio Policistico (PCOS) è una patologia endocrino-metabolica che interessa un numero rilevante di donne in età fertile ed è una delle principali cause di infertilità ovulatoria. È caratterizzata da un’eccessiva produzione di androgeni, una crescita follicolare alterata e una difficoltà nel raggiungere l’ovulazione. Alla base si riscontra spesso insulino–resistenza, che amplifica lo squilibrio ormonale e aggrava la sintomatologia. L’alterazione della funzione ovarica compromette la maturazione degli ovociti e rende difficile individuare il periodo fertile, riducendo le probabilità di concepimento spontaneo.
Sintomi della PCOS e primi segnali da non ignorare
I sintomi possono variare ampiamente, ma i più comuni sono irregolarità mestruali, cicli molto lunghi o assenti e difficoltà ovulatoria. Molte donne presentano acne resistente ai trattamenti, aumento della peluria su viso e corpo, perdita dei capelli con pattern androgenetico e aumento di peso difficilmente controllabile. In diversi casi si associano affaticamento persistente e alterazioni del metabolismo del glucosio. Prendere coscienza di questi indicatori precoci è fondamentale, poiché una diagnosi tempestiva permette una gestione più efficace della condizione e una migliore tutela della fertilità futura.
Come si diagnostica la PCOS: criteri internazionali e test
La diagnosi si basa sulla combinazione di valutazione clinica, esami del sangue e imaging ecografico. I criteri più utilizzati sono quelli di Rotterdam, che confermano la diagnosi quando sono presenti almeno due elementi tra ciclo anovulatorio o oligovulatorio, iperandrogenismo e morfologia policistica ovarica all’ecografia. Quest’ultima permette di valutare il numero di follicoli e il volume ovarico, mentre le analisi del sangue includono testosterone libero, SHBG, LH, FSH e parametri metabolici. È indispensabile escludere altre patologie endocrine con quadro simile, tra cui disfunzioni tiroidee e iperprolattinemia.
PCOS e ovulazione: perché la sindrome riduce la fertilità
Il principale meccanismo che compromette la fertilità nella PCOS è l’assenza o la scarsa frequenza dell’ovulazione. Gli androgeni in eccesso inibiscono la selezione del follicolo dominante e impediscono il picco ormonale necessario al rilascio dell’ovocita. In questo contesto, l’ovulazione può diventare imprevedibile o non verificarsi affatto, rendendo più difficile ottenere una gravidanza spontanea. Anche la qualità degli ovociti può risultare alterata, soprattutto quando sono presenti insulino–resistenza e sovrappeso.
Trattamenti per la PCOS per aumentare la probabilità di gravidanza
La gestione terapeutica della PCOS è personalizzata e varia a seconda dell’età della paziente, della gravità dei sintomi e del desiderio riproduttivo. Il primo intervento è generalmente di tipo metabolico e comportamentale, con l’obiettivo di ridurre il peso corporeo e migliorare il profilo insulinico. Anche piccole variazioni ponderali possono ripristinare la funzione ovulatoria. Successivamente, quando indicato, vengono prescritti farmaci per indurre l’ovulazione o per riequilibrare la produzione ormonale. La risposta al trattamento richiede monitoraggio regolare e un approccio multidisciplinare.
Quando ricorrere alla Procreazione Medicalmente Assistita
La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) è indicata quando i trattamenti farmacologici convenzionali non risultano sufficienti o quando si desidera accelerare il percorso verso la gravidanza. Tecniche come l’inseminazione intrauterina e la fecondazione in vitro consentono di migliorare in modo significativo le probabilità di successo riproduttivo. Esistono protocolli specifici per le donne con PCOS che permettono una stimolazione ovarica controllata e sicura, riducendo il rischio di iperstimolazione.
FAQ sulla PCOS e fertilità
La PCOS provoca infertilità permanente?
No, nella maggior parte dei casi la fertilità può essere recuperata con adeguati trattamenti.
Che esami servono per la diagnosi?
Ecografia transvaginale ed esami ormonali ed ematochimici mirati.
La dieta può migliorare l’ovulazione?
Sì, soprattutto nei casi di insulino–resistenza.